Pipistrelli e dintorni: l’inquinamento luminoso manda in crash gli ecosistemi. Il secondo episodio del podcast “Il buio rubato” di Martina Fragale, prodotto da NUMI Media, parla dell’impatto dell’inquinamento luminoso sulla fauna e sulla flora.

Parlare di inquinamento luminoso in una prospettiva astronomica è stato fondamentale per porre sul piatto della bilancia gli effetti collaterali provocati dall’incremento dell’illuminazione notturna. La prospettiva del cielo notturno è, di fatto, senz’altro la più palese ma rischia di essere riduttiva se non viene integrata con altri spaccati, più allargati. L’inquinamento luminoso, infatti, è un problema ambientale a tutto tondo, con un’incidenza massiccia sulla fauna e sulla flora.

Dallo sconvolgimento dei ritmi circadiani delle piante, che fioriscono e fruttificano “fuori tempo” e vanno incontro a meccanismi di stress che finiscono per modificare il loro ciclo di vita, all’impatto sugli impollinatori notturni, la light pollution rappresenta un elemento chiave per capire cosa sta capitando a livello di ecosistemi. Ne parla in modo ampio Johan Eklof – giornalista e scienziato svedese – nel suo libro “Elogio del buio”. D’altra parte, anche restringendo il focus, circa il 70% dei mammiferi ha abitudini prevalentemente notturne: le trasformazioni nevralgiche che l’incremento dell’illuminazione ha provocato sulla notte non possono che avere un effetto massiccio su buona parte di queste (e altre forme di vita).

In questo episodio del podcast “Il buio rubato”, si parla di falene notturne, ma anche di tartarughe e uccelli migratori. Più in generale, si parla di ecosistemi a tutto tondo: non solo nell’unica prospettiva che – chissà per quale motivo – si tende abitualmente a prendere in considerazione, cioè il punto di vista diurno.

La natura, di notte, non solo non va in stand by ma pullula di vita: preservarla è quindi importantissimo per affrontare il problema ambientale in una prospettiva realistica. Che sia globale e circadiana.

Questa seconda puntata del podcast “Il buio rubato” presenta l’inquinamento luminoso per quello che è: a tutti gli effetti, quindi, un problema ambientale. Esattamente come l’inquinamento atmosferico. Ed è in questa prospettiva che si parla dei pipistrelli: impollinatori notturni, dispersori di semi e dispensatori di veri e propri servizi ecosistemici. A raccontare le molteplici funzioni di questi preziosi e bistrattati “signori della notte” è Anna Maria Gibellini, naturalista presso l’Oasi WWF Valpredina e referente dello Sportello Pipistrelli di Regione Lombardia. Come la maggior parte delle specie notturne, oggi i pipistrelli sono fra le principali vittime dell’inquinamento luminoso.

Ma c’è anche qualche buona notizia: a partire dal Life Nat Connect 2030, un progetto europeo che, nella sua attuazione (come sta avvenendo in Lombardia) potrebbe portare significativi miglioramenti nella tutela dei pipistrelli. Un aspetto decisamente molto interessante di questa iniziativa è il fatto che, in gran parte, i dati raccolti per metterla in atto si basino su un progetto di citizen science: le segnalazioni dei cittadini permettono di mappare in modo capillare la presenza di colonie di pipistrelli e di adattare l’illuminazione pubblica e privata del luogo alle esigenze di questi animali. Un progetto, quindi, in cui l’interazione con gli abitanti – sensibilizzati e chiamati in causa come parte attiva – rappresenta un elemento cardine. Che sia questa, la chiave di volta per affrontare l’inquinamento luminoso in modo realmente efficace?

Dove ascoltare il podcast “Il buio rubato”?

“Il buio rubato” è un podcast che parla di inquinamento luminoso, scritto da Martina Fragale e prodotto da NUMI Media. Il podcast è disponibile su tutte le piattaforme: Spotify, Amazon Music – Audible, Apple Podcast.


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