Viviamo in una società “diurna”, che cerca di esorcizzare la Notte e le sue declinazioni (l’ombra, la morte) in ogni modo. L’oscurità viene trattata come spazzatura da nascondere sotto il tappeto ma questo, paradossalmente, l’ha resa ancora più presente e temibile. Il risultato è che soffriamo di pavor nocturnus anche da svegli: abbiamo perso il senso dell’enorme potenziale creativo che la Notte porta con sé.

“The light side of the Night”è un contenitore di storie che mirano a evidenziare il potenziale rigenerativo della Notte. Cambiare le chiavi di lettura – e di conseguenza la narrazioni – esercita un impatto enorme, anche e soprattutto in termini di azione.

Sia che si parli di popoli che di singoli individui, raccogliere storie di resilienza e costruzione che vertano intorno al tema dell’oscurità è la premessa necessaria per emanciparsi dal ruolo di “agìti” e tornare a essere “attori” del contesto che ci circonda.

La paura del buio finisce non quando si sceglie di chiudere gli occhi, ma quando si decide di attraversare l’oscurità a occhi aperti.

CHI SIAMO

Martina Fragale ha un lato diurno e uno notturno: alla luce del sole lavora come giornalista e autrice, nell’ombra coltiva la professione di ghostwriter. Come giornalista è attiva nel campo del Giornalismo Costruttivo ed è in base a questo approccio che guarda alla realtà che la circonda e la racconta.

Max Franceschini è fotografo e regista. Ha creato e collaborato a progetti che lo hanno portato negli angoli più remoti del pianeta e attualmente lavora come regista e produttore esecutivo per il CTU dell’Università Statale di Milano.

CHE COS’E’LO STORYTELLING COSTRUTTIVO?

Lo storytelling costruttivo è un approccio immersivo che tende a raccontare la realtà riducendo al minimo il distacco tra osservatore e osservato. L’obiettivo è quello di disinnescare buona parte di quei filtri che limitano le nostre chiavi di lettura a un unico punto di vista, spesso e volentieri in bianco e nero. La ricerca di nuovi spaccati crea i presupposti per un approccio diverso. Non si tratta di storytelling positivo ma di una moltiplicazione di sguardi e di voci, che permettono di considerare le storie nella loro complessità e nelle loro mille sfaccettature.

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The LIGHT side of the NIGHT

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